Fiori di Cicoria

Fiori di cicoriaIvan Bisetti - Fondazione Villa Ghigi

In questi giorni le scarpate del parco, come molti margini di strade e altri luoghi incolti in città e in campagna, sono ravvivati dai bei capolini, formati da numerosi fiori di un azzurro a volte intenso, che risaltano su erbe alte sino a 120 cm, con fusti zigzaganti coperti di piccoli peli rivolti verso il basso. Si tratta della cicoria comune o radicchio selvatico (Cichorium intybus), una specie diffusa e coltivata in tutto il mondo, ma non per questo meno ricca di interesse e qualità. Le infiorescenze, tra le più tipiche dei mesi estivi, compaiono tra luglio e ottobre e sono fotosensibili: si aprono al mattino e si chiudono all’imbrunire o all’arrivo delle nuvole; sono molto apprezzate da api e altri insetti che vi raccolgono sia polline che nettare. Le foglie, presenti alla base e molto ridotte o assenti lungo i fusti, come nel radicchio coltivato, sono commestibili da giovani o cotte e da esse è possibile ricavare anche una tintura blu per tessuti. La radice, contenente inulina e altri principi attivi, ha proprietà digestive, depurative, diuretiche e leggermente lassative; essiccata e tostata è stata usata sin dal ’600 per uso terapeutico e in seguito per produrre una bevanda amara simile al caffè (detto caffè olandese perché gli olandesi furono i primi a impiegarla per questo scopo), ma priva di caffeina e quindi adatta a tutti; oggi ne è stato sperimentato l’uso sia per aromatizzare la birra, sia in altri prodotti alimentari e dietetici.