Il riposo del ghiro

Nella primavera appena conclusa sono stati fatti nuovi sopralluoghi di controllo dei nidi artificiali distribuiti nel parco, di cui vi diamo un rapido resoconto. Il rinvenimento più interessante è stata una nidiata di cincia bigia (Poecile palustris), con 7 giovani già pronti all’involo. Cinciallegra (Parus major) e cinciarella (Cyanistes caeruleus) si sono confermate presenze ormai costanti in alcuni dei nidi a loro destinati mentre, come lo scorso anno, una coppia di codirosso (Phoenicurus phoenicurus) ha scelto di nidificare in uno dei nidi per balestruccio presenti sulle pareti del Palazzino. Per questa specie, durante l’ultimo controllo, è stato installato un nido dedicato e il prossimo anno scopriremo se sarà di suo gradimento o se continuerà a preferire altre tipologie di nidi. Ora che la stagione riproduttiva di molte specie è finita, i nidi continueranno tuttavia a essere utilizzati come riparo per una sosta notturna o, in qualche caso, diurna. È abbastanza frequente, ad esempio, sorprendere raggomitolato sul fondo un  semplare di ghiro (Myoxus glis), piccolo roditore dal morbido mantello grigio e dai grandi occhi neri sporgenti, che trascorre la giornata riposandosi, in attesa di ripartire la sera alla ricerca di nocciole, germogli, semi o insetti.

Le apparizioni del ramarro

In queste settimane, soprattutto al mattino, nel parco è possibile incontrare qualche bell’esemplare di ramarro occidentale (Lacerta bilineata) arrampicato su un tronco e intento a termoregolarsi. Per questa specie, maggio e giugno sono il momento della riproduzione e i maschi adulti mostrano la loro livrea migliore, di un bel verde brillante con una vistosa macchia azzurra sulla gola, e sono più attivi, visibili e pronti ad allontanare i contendenti dal loro territorio con caratteristici duelli. Le femmine, dalla colorazione variabile tra verde tenue e bruno, anche con punteggiature scure, si stanno apprestando, invece, a scavare le piccole buche dove a breve deporranno una ventina di uova biancastre, lunghe circa 20 mm, che schiuderanno alla fine dell’estate lasciando uscire giovani di 3-6 cm completamente bruni. Il ramarro, in realtà, è una lucertola poco amante del caldo (nell’Italia meridionale preferisce abitare le zone montuose più fresche) e nei prossimi mesi passerà buona parte della giornata nella vegetazione più fitta alla ricerca di ragni, bruchi, insetti e altri invertebrati, ma anche di uova, piccoli uccelli e frutti, cercando di sfuggire al biacco (Hierophis viridiflavus), un lungo serpente, per noi assolutamente innocuo, che è uno tra i suoi principali predatori ed è anch’esso piuttosto facile da osservare nel parco.