La polmonaria

Sciolta l’ultima neve e migliorate le temperature, la ripresa vegetativa ha avuto una veloce accelerazione per cercare di recuperare le settimane perdute. Mandorli e rusticani in pochi giorni si sono ricoperti di fiori e in tutto il parco è un’esplosione di fioriture di primula, anemone dei boschi (bianco), anemone ranuncoloide (giallo) e polmonaria. Splendide macchie di quest’ultima, presente nel parco con due specie molto simili (polmonaria maggiore e polmonaria chiazzata), rivestono le scarpate della sterrata che proviene dal parcheggio di via di Gaibola e molte zone di sottobosco.
Anche a distanza spicca immediatamente una loro particolarità: la differente colorazione delle corolle imbutiformi che in principio rosa virano poi verso un viola tendente al blu a seguito di una variazione del pH interno dei cinque petali. Quando tutti i fiori, molto apprezzati da bombi e api, saranno caduti, si potrà continuare a riconoscerla per le ampie foglie ovali, morbide al tatto perché coperte di numerosi peli e con tipiche macchie chiare che un poco ricordano, in effetti, gli alveoli polmonari. In passato, questo carattere si è ritenuto che conferisse alla pianta effetti benefici proprio nella cura dei polmoni (secondo la “teoria delle segnature” del medico naturalista cinquecentesco Paracelso); anche se non è vero, la polmonaria rimane una pianta molto utilizzata in erboristeria e anche in cucina.