Gli amenti del nocciolo

Il nocciolo (Corylus avellana) è un grande arbusto tipico dei versanti freschi della collina, che nei mesi estivi resta all’ombra delle chiome di querce e carpini, rendendo meno facile accorgersi della sua presenza. In questo momento dell’anno, invece, lo si riconosce anche a distanza (lungo la sterrata che viene dal parcheggio di Gaibola, nel pendio sotto Villa Ghigi o nei pressi del Palazzino) per le lunghe infiorescenze pendule di colore giallo che spiccano sui rami ancora spogli e ondeggiano al minimo alito di vento. Già a fine autunno queste infiorescenze, dette amenti, erano comparse sui noccioli: corte, compatte, dapprima verdastre e poi bruno rosate, hanno mantenuto la medesima forma per molte settimane, in attesa che le ore di luce tornassero ad aumentare. E quando il segnale è arrivato, ecco che hanno iniziato a diventare più lunghe, sottili, leggere e, trattandosi di infiorescenze composte da fiori maschili, a liberare polline da affidare al vento: un polline molto fine, causa delle prime allergie di stagione nelle persone sensibili, che viene raccolto dai fiori femminili, presenti anch’essi su ogni pianta, ma piccoli e distinguibili solo per gli stimmi di colore rosso brillante che emergono da strutture simili a gemme. Per le nocciole, invece, bisognerà aspettare, perché solo a fine estate il rivestimento legnoso prenderà il caratteristico colore e i semi all’interno saranno maturi e saporiti.

I primi fiori dell’anno

Anche se la primavera è ancora lontana il parco ha cominciato a colorarsi delle prime fioriture. Tra le specie più precoci spicca il piè di gallo, i cui vistosi boccioli gialli punteggiano, ad esempio, il pendio prativo a valle della strada sterrata che dal Palazzino porta al confine orientale. Il nome comune fa riferimento alla disposizione, detta a verticillo, delle foglie verdi presenti subito sotto al fiore, mentre il nome scientifico, Eranthis hiemalis, evoca il freddo di queste giornate (in latino hiemalis significa invernale). Il primo a comparire, nelle scorse settimane, era stato in realtà l’elleboro, anche se il verde tenue dei suoi tepali era meno evidente nel sottobosco. Elleboro e piè di gallo appartengono entrambi alle Ranuncolacee e condividono la particolarità di possedere foglie e fiori velenosi (una caratteristica abbastanza diffusa nelle specie di questa famiglia di piante). Nei punti più riparati iniziano timidamente a fiorire anche le primule: saranno loro tra qualche settimana, quando le giornate saranno più lunghe, a tappezzare scarpate e angoli di bosco in vari settori del parco.