Tracce nella neve

Tracce nella neve al parco villa ghigi

La neve è tornata nel parco e, favorita dal freddo gelido di questi giorni, ha nuovamente rivestito prati e sentieri. Se il buonsenso suggerisce di evitare i percorsi nel bosco, dove qualche ramo potrebbe non resistere al peso e stroncarsi, passeggiare lungo la viabilità principale consente di fare ugualmente interessanti osservazioni sulle tante tracce che spiccano sulla neve. Le molte impronte di cane, riconoscibili per i quattro cuscinetti delle dita con artiglio finale e l’ampio cuscinetto centrale che rende l’orma piena, si possono confrontare con le tracce tipiche degli uccelli. Per esempio, quelle lasciate dalle cornacchie grigie, le più facili da incontrare, grandi tra i 5 e gli 8 cm e distinguibili per le quattro dita strette e allungate, tre in avanti leggermente divaricate e una all’indietro, un poco più lunga e spesso con l’artiglio finale visibile. Decisamente curiose sono le tracce delle lepri quando si spostano al trotto, appoggiando singolarmente le zampe anteriori prima delle posteriori, che con lo slancio finiscono più avanti appaiate e lasciano sulla neve un disegno assai caratteristico simile a una Y.

Luciano Ceré non c’è più

Luciano Cerè se n’è andato il 13 febbraio scorso, troppo in fretta. Era il figlio del custode di Villa Ghigi e aveva vissuto nella casetta accanto alla villa da quando era nato, nel 1943, sino a poco dopo la morte di Alessandro Ghigi nel 1970. In questi anni per la Fondazione è stato un caro amico e una fonte preziosa e inesauribile, insieme al cugino Gino Cerè e a Rosa Calzolari, di aneddoti e notizie sulla tenuta dal dopoguerra sino al momento del passaggio della villa e di buona parte dei terreni all’Amministrazione comunale. Qualcuno dei frequentatori del parco l’avrà sicuramente conosciuto e ascoltato, perché lo abbiamo coinvolto tante volte in passeggiate, laboratori per bambini, centri estivi e altri appuntamenti, ai quali partecipava sempre con piacere e generosità, facendo rivivere o ricostruendo appositamente vecchi giochi e giocattoli, attrezzi agricoli, manufatti artigianali di vario genere, nei quali metteva in mostra tutta la sua abilità manuale e l’amore per il lavoro ben fatto.
Aveva passato la vita lavorativa in IMA ed era un uomo ingegnoso e preciso, che impersonava bene il prototipo di quei tecnici, competenti e appassionati, che nel dopoguerra hanno fatto la fortuna di tante industrie bolognesi. Veniva nel parco sempre molto volentieri, per andare a trovare Gino, e magari aiutarlo a fare il vino o altri lavori; e tutte le volte che avevamo un quesito da sottoporgli o un’occasione per coinvolgerlo. Qualche anno fa un fotografo fece alcune belle fotografie degli interni abbandonati della villa. Con le piante dei piani dell’edificio davanti, chiedemmo a Luciano qualche informazione sull’utilizzo degli ambienti e lui, con grande sicurezza, cominciò a indicare le stanze una a una, a descrivere la loro destinazione, il colore delle pareti, il mobilio, altri particolari. Fu un momento commovente, perché era evidente che le stava rivedendo con gli occhi affascinati del bambino che era stato e allo stesso tempo ce le raccontava con il rigore dell’adulto che esercita la propria memoria con esattezza e sobrietà.
Luciano era una persona speciale, ci mancherà tanto e rimarrà una figura indelebile del parco.

I primi canti degli uccelli

La neve è tornata a imbiancare il parco e magari ne verrà altra prima dell’arrivo della primavera, ma nel sottobosco i fiori gialli del piè di gallo sono già numerosi e sono comparse le primule. Nelle mattine nebbiose fringuelli, cince e altri piccoli uccelli che abitano il parco si muovono silenziosi, spesso in piccoli gruppi, alla ricerca di cibo e nelle giornate più luminose risuonano i primi canti dell’anno. Sono soprattutto i maschi di cinciallegra e cinciarella che segnalano la loro presenza già alla fine di gennaio e l’assenza di foglie sulle piante permette di coglierli posati sul rametto di qualche albero, mentre si esercitano in variegati fraseggi che preludono alla stagione della nidificazione, che inizierà in questo mese per arrivare alla deposizione delle uova intorno a fine marzo. Nelle prossime settimane, le prime ore di luce saranno un buon momento per dedicarsi al birdwatching nel parco, ma anche nel resto della giornata si potranno ascoltare lungo il rio Fontane la caratteristica risata del picchio verde o il tamburellare ritmico del picchio rosso maggiore, che in questa specie sostituisce il canto come forma di richiamo della femmina.