Sono arrivate le cicale

Concluso il periodo delle lucciole, è arrivato il tempo delle cicale. I raggi di sole cocenti dei giorni scorsi hanno scaldato il terreno e le ninfe delle cicale hanno raccolto il segnale. Con le loro robuste zampe anteriori hanno forato la superficie del suolo e, dopo aver trascorso anche quattro anni sottoterra cibandosi della linfa delle radici, sono uscite e si sono arrampicate sui primi tronchi d’albero che hanno incontrato. Qui hanno avviato la muta che le ha trasformate in insetti adulti, hanno atteso per qualche ora che le ali si asciugassero e poi si sono involate. Attaccate ai fusti sono rimaste, a testimonianza di questo passaggio, le loro esuvie: piccoli astucci vuoti e giallastri, che rappresentano lo scheletro esterno della larva, sui quali si nota bene l’apertura da cui è fuoriuscito l’insetto. Il loro ininterrotto e assordante frinire, prodotto dagli individui di sesso maschile grazie uno speciale organo formato da due membrane tese ai lati dell’addome, ci accompagnerà per tutta l’estate, con qualche pausa solo nelle mattine più fresche o nei momenti di pioggia.

La “danza” delle lucciole

All’inizio della settimana scorsa erano solo due o tre solitarie, poi le serate si sono fatte più calde e di colpo sono diventate decine, centinaia. Ora, al calare del buio dopo il tramonto, il boschetto alle spalle di Villa Ghigi si illumina magicamente dell’inconfondibile bioluminescenza verde-giallognola che questi piccoli coleotteri producono grazie a una sostanza speciale chiamata luciferina. La luce intermittente dei maschi, che si spostano lenti a un metro dal suolo, disegna scie luminose tra i rami bassi di alberi e arbusti, mentre quella più tenue delle femmine, che rimangono ferme in attesa a terra o sugli steli delle erbe più alte, punteggia il sottobosco. Se la stagione sarà favorevole la “danza” delle lucciole continuerà per alcune settimane in tanti angoli del parco, poi le femmine finiranno di deporre le uova e le larve che ne usciranno vivranno nei prossimi mesi nel sottobosco, cibandosi soprattutto di lumache e chiocciole, prima di andare in letargo al sopraggiungere dell’inverno. Occorreranno un paio di anni e varie mute, prima che queste nuove lucciole diventino adulte e alate e diano vita a loro volta a questo suggestivo spettacolo naturale che ogni anno anticipa l’arrivo dell’estate.