E’ il mese delle orchidee

I margini dei prati, ora punteggiati da una moltitudine di gialli ranuncoli, si sono arricchiti in questi giorni delle preziose fioriture delle orchidee, che si incontrano per lo più isolate, spesso sulle scarpate ai lati della viabilità. La prima specie a fiorire all’inizio del mese è stata l’orchide minore (Orchis morio), mentre adesso è il momento dell’orchide maggiore (Orchis purpurea) i cui fusti, alti anche 80 cm, spiccano per la vistosa infiorescenza che può raccogliere sino a 200 fiori. Ogni fiore è formato da una sorta di casco color porpora e da una parte più ampia, il labello, divisa in tre lobi, due laterali lunghi e stretti e uno mediano (a sua volta diviso in due parti e con un piccolo dente al centro). Numerosi piccoli ciuffi di minuscoli peli color porpora scuro sono sparsi sul labello, di colore bianco o rosato e con margine bordato ancora di porpora. A breve farà la sua comparsa anche l’orchide omiciattolo (Orchis simia), alta al massimo 40 cm, con una struttura del fiore analoga, ma con lobi viola quasi filiformi che ricordano braccia e gambe di uomo (o di una scimmietta, secondo il nome scientifico). Per la loro rarità e bellezza tutte le orchidee spontanee della nostra regione sono particolarmente protette. Ma tutti quelli che ci seguono, o semplicemente leggono i cartelli e avvisi, sanno che nel parco i fiori, anche i più comuni, non si devono raccogliere. È molto meglio portarli via con sé in una fotografia!

Schiume di sputacchina

In questo periodo, nei prati, capita frequentemente di vedere agglomerati schiumosi bianchi appesi ai tanti steli fioriti di salvia dei prati o di altre erbe. Anche se l’aspetto può risultare poco invitante, potete sedervi tranquilli: si tratta dello stratagemma inventato dalla larva di un piccolo insetto, la sputacchina (Philaneus spumarius), per nascondersi ai suoi predatori. Cercando tra le tante bollicine si scopre, infatti, un molle animaletto giallo-verdastro, di circa 5 mm, con due piccoli occhi neri sul capo, che si nutre della linfa della pianta e, soffiando aria nel liquido viscoso che emette dall’intestino, produce questa schiuma. Gli adulti di sputacchina hanno dimensioni simili ma un colore bruno molto variabile; possiedono ali minuscole che tengono ripiegate a tetto sul dorso quando sono posati e utilizzano per compiere brevi voli, anche se di solito preferiscono spostarsi saltando; in estate le femmine depongono le uova, che rimangono a riposo dentro le erbe o sotto la corteccia degli alberi sino alla primavera successiva. Totalmente innocue per l’uomo e gli animali, le sputacchine possono qualche volta diventare un veicolo di diffusione di malattie tra le piante, sia erbacee sia arboree, della cui linfa si nutrono anche da adulte.