Le cicerchie selvatiche

È arrivato il caldo e in queste settimane il parco ha iniziato a colorarsi delle tipiche fioriture che ci accompagneranno nei prossimi mesi. Eleganti campanule azzurre spiccano sulle scarpate in ombra o ai margini del bosco, mentre nei prati sono in fiore il trifoglio dei prati, la malva i convolvoli e le cicerchie. Proprio queste ultime sono tra le fioriture più appariscenti per il rosa intenso dell’ampio vessillo che ne compone la corolla. La cicerchia silvestre o cicerchione (Lathyrus sylvestris) e la cicerchia a foglie larghe (Lathyrus latifolius) sono specie comuni nei prati aridi e nelle siepi; entrambe mostrano le caratteristiche ali ai lati del fusto, un poco più ampie nella seconda, e i cirri terminali che usano per aggrapparsi ad altre erbe alte o agli arbusti. I frutti, che compariranno a breve, sono dei legumi stretti e sottili, che arrivano sino a 7 cm nella cicerchia silvestre e a 10 in quella a foglie larghe.
I semi all’interno, in genere una dozzina per frutto, erano un tempo utilizzati nell’alimentazione umana, soprattutto quando i raccolti scarseggiavano e per nutrirsi si ricorreva anche a queste piante molto rustiche. Verso la fine dell’Ottocento si è però scoperto che i semi delle varie cicerchie selvatiche contengono una neurotossina detta ODAP (acido ossalildiammino propionico) e il loro consumo prolungato può causare una grave sindrome neurologica nota proprio come “latirismo”.

Nidi artificiali: dati primavera 2019

Anche quest’anno è stato eseguito il controllo primaverile dei nidi artificiali installati in varie zone del parco. L’annata si è mostrata subito molto anomala a causa dell’andamento climatico che ha influito non solo sui tempi della ripresa della vegetazione, ma evidentemente anche sui ritmi naturali dell’avifauna. Nel caso delle cince si è verificata, infatti, la presenza contemporanea di nidi dove erano presenti solo uova, di altri con pulli appena nati e di altri ancora con giovani completamente formati e pronti all’involo. Anche nell’ultimo rilievo di fine maggio un paio di nidi erano ancora occupati da adulti, come la femmina di cinciallegra (Parus major) della foto (realizzata dal nostro esperto ornitologo Bruno Bedonni), intenta a covare nel nido, costruito con muschi, peli e piume, le sette uova bianche punteggiate di piccole macchie rosso scuro che aveva da poco deposto. Nove sono stati i nidi utilizzati dalle cince questa primavera, cinque dalla cinciallegra e quattro dalla cinciarella (Cyanistes caeruleus); tra questi ultimi, due per la prima volta. La maggioranza delle nidificazioni sono andate a buon fine; solo un paio di nidi sono stati abbandonati e in un caso sono stati rilevati segni di predazione. Visti i buoni risultati di questi anni, è stata programmata l’installazione di un altro gruppo di nidi artificiali verso l’autunno, in modo da renderli già disponibili per la prossima stagione riproduttiva.