I “fiori” del cedro dell’Himalaya

Da alcune settimane il parco ha iniziato a indossare la veste autunnale: aceri campestri, noci, fichi e tigli si sono colorati di giallo, peri e frassini hanno assunto tinte violette, i kaki sfoggiano il loro magnifico fogliame rosso aranciato. Mentre tutte queste caducifoglie gradualmente riducono la loro attività, altre piante sono in pieno fermento, ad esempio i cedri, per i quali l’autunno coincide con il momento della fioritura. Passando davanti alla villa in questi giorni è difficile non notare le tante curiose strutture che sporgono tra i gruppi di foglie aghiformi del grande cedro dell’Himalaya e dalle quali, quando i lunghi rami ondeggiano, si diffondono nuvole di fine polvere giallognola. Le strane spighe verdi erette, lunghe circa 6 cm, sono le infiorescenze maschili di questi maestosi alberi che a maturità si aprono liberando grandi quantità di polline. Le infiorescenze femminili, destinate a raccogliere questo polline leggero, sono simili, ma più piccole e nascoste e saranno evidenti solo nei prossimi mesi, quando cominceranno ad aumentare di volume per diventare i caratteristici coni a barile che spiccano su altri rami della stessa pianta. Il momento della fioritura è anche uno dei caratteri che permette di distinguere il cedro dell’Himalaya dal cedro dell’Atlante. Quest’ultimo, infatti, di cui si riconosce un esemplare con gli aghi di colore verde azzurro tipici della varietà glauca nel boschetto subito a ovest del grande cedro, ha iniziato a disperdere il polline già da alcune settimane e a terra, intorno al fusto, si ritrovano molte infiorescenze maschili cilindriche, di colore bruno-rossastro, ormai secche.