La “danza” delle lucciole
All’inizio della settimana scorsa erano solo due o tre solitarie, poi le serate si sono fatte più calde e di colpo sono diventate decine, centinaia. Ora, al calare del buio dopo il tramonto, il boschetto alle spalle di Villa Ghigi si illumina magicamente dell’inconfondibile bioluminescenza verde-giallognola che questi piccoli coleotteri producono grazie a una sostanza speciale chiamata luciferina. La luce intermittente dei maschi, che si spostano lenti a un metro dal suolo, disegna scie luminose tra i rami bassi di alberi e arbusti, mentre quella più tenue delle femmine, che rimangono ferme in attesa a terra o sugli steli delle erbe più alte, punteggia il sottobosco. Se la stagione sarà favorevole la “danza” delle lucciole continuerà per alcune settimane in tanti angoli del parco, poi le femmine finiranno di deporre le uova e le larve che ne usciranno vivranno nei prossimi mesi nel sottobosco, cibandosi soprattutto di lumache e chiocciole, prima di andare in letargo al sopraggiungere dell’inverno. Occorreranno un paio di anni e varie mute, prima che queste nuove lucciole diventino adulte e alate e diano vita a loro volta a questo suggestivo spettacolo naturale che ogni anno anticipa l’arrivo dell’estate.





