Nella decima edizione dei Luoghi del Cuore del FAI, da poco iniziata, un gruppo di amici di Bologna che, come si definisce, ama e frequenta il Parco Villa Ghigi da sempre, invita a votare la villa segnalandone l’abbandono. Non conosciamo le persone che hanno formato il comitato ma li ringraziamo e ci associamo al loro invito, perché è vero che di un recupero di questo edificio ormai non si parla più da decenni. Noi che gestiamo il parco da più di quindici anni, con impegno e, crediamo, buoni risultati, grazie anche alla fiducia che l’Amministrazione comunale ci accorda, siamo i primi a essere consapevoli che per completare l’opera bisognerebbe trovare una giusta e coerente destinazione per la villa. Qualche idea l’abbiamo anche espressa in passato e negli anni scorsi. Se la bella iniziativa del FAI potrà essere utile a riaccendere l’attenzione della città ne saremo felici. Per questo anche noi invitiamo chi frequenta il parco e magari apprezza la gestione e le attività della fondazione a votare Villa Ghigi!

Grazie

Abbiamo pensato che fosse utile, nell’occasione, raccogliere una piccola gallerie di foto dell’edificio. La prima è del grande fotografo di architettura Paolo Monti ed è stata scattata nel 1973, poco dopo che villa fu acquistata dal Comune di Bologna; sulla sinistra si nota un secondo grande esemplare di cedro dell’Himalaya, il cui tronco è oggi disteso nel prato davanti alla villa a pochi metri da quello monumentale ancora in piedi. La seconda è di Giampaolo Nanni, risale al 1982 e servì per la copertina del primo pieghevole sul parco realizzato dall’allora appena costituito Centro Villa Ghigi. Le altre sono di Fabio Mantovani, anche lui fotografo di architettura, che ce le ha donate nel 2012 (quando realizzò un ampio servizio sulla villa. Lo squarcio in un soffitto del secondo piano che si nota nella foto del tetto, per fortuna ristrutturato negli anni ’80, si è aperto in concomitanza con il terremoto del 2012 nel Modenese.

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