Per questa Festa degli alberi, che non ha appuntamenti in presenza ma solo on line, abbiamo pensato di mettere insieme qualche poesia sugli alberi che vi invitiamo a leggere. Sono testi che in qualche caso abbiamo usato negli anni passati e sono tutti sono tratti dal libro di Mino Petazzini, La poesia degli alberi, in uscita in questi giorni per Luca Sossella Editore; una voluminosa antologia di testi poetici sugli alberi, dagli autori più antichi a quelli contemporanei, in parte nata dal lavoro quotidiano nel Parco Villa Ghigi, che come alcuni sanno si nutre a volte anche di poesia.
Ma ormai, se qualcuno invidio, è l’albero.
Freschezza e innocenza dell’albero! Cresce a suo modo. Schietto, sereno. Il sole, l’acqua lo toccano in ogni foglia. Perennemente ventilato.
Tremolio, brillare del fogliame come un linguaggio sommesso e persuasivo!
Più che d’uomini, ho in cuore fisionomie d’alberi.
Ci sono alberi scapigliati ed alberi raccolti come mani che pregano. Alberi che sono delicate trine sciorinate; altri, come ceri pasquali.
Alberi patriarcali, vasti come case, rotti dalla fatica di spremere per generazioni la dolcezza dei frutti.
C’è l’albero di città, grido del verde, unica cosa ingenua nel deserto atroce.
Ma più di ogni altro, due alberi ricordo che crescevano da un greto di torrente, allato, come svelti fratelli…
Essere un albero, un comune albero…
Camillo Sbarbaro, in 38, Trucioli (1914-1918)
L’albero è bello
Cammina come un signore per tutti i rami
Girando nel cielo,
si piega al vento come una ragazza.
la sera crepita di pensieri
con le voci degli uccelli
che corrono tra le foglie.
Nino Pedretti, L’èlbar – L’albero, Al vòuṣi e altre poesie in dialetto romagnolo
L’albero, radice e forma.
Radice che sogna la forma.
Forma che pensa la radice.
E cielo tra i rami.
Nubi di pensieri nella linfa.
Filigrana del vento.
Ironia del movimento.
Antonio Prete, L’albero, Menhir
Certi alberi vicini alle case
sostano in una pace inclinata
come indicando come chiamando
noi, gli inquieti, i distratti
abitatori del mondo. Certi alberi
stanno pazientemente. Vicini
alle camere nostre dove gridiamo
a volte di uno stare insieme
che ha dentro la tempesta
noi che devastiamo facce care
per una legge del pianto.
Mariangela Gualtieri, Certi alberi vicini alle case, Bestia di gioia
L’alto bosco alleva i suoi alberi
Svezzandoli dalla luce, li costringe
a mandare tutto il loro verde nelle cime
La capacità
di respirare con tutti i rami,
il talento
di avere frasche soltanto per la gioia,
muoiono lentamente
Egli filtra la pioggia prevenendo
il desiderio della sete
Egli lascia crescere gli alberi
cima accanto a cima:
Nessuno vede più dell’altro,
tutti dicono al vento la stessa cosa.
Reiner Kunze, L’alto bosco alleva i suoi alberi, Sentieri sensibili
Sii me, diventa me
Almeno una volta nella tua vita inquieta.
Da due continenti
viene il vento che mi vortica intorno
e che danza con me come un uomo.
Io non ho anima,
io sono la mia anima.
Nel linguaggio del mio ininterrotto pensare
oscillo e mi piego e mormoro,
albero esemplare
con la sua lingua di una sola parola.
Non sono solo i monaci
a cantare, con la loro voce di esseri umani,
ci sono anch’io, sempre qui in attesa
soffrendo per il male del mondo
nella mia forma irripetibile,
senza colpa.
Cees Nooteboom, Albero, Esca
Quattro alberi in un solitario acro di terreno,
Senza alcun disegno,
Ordine o azione apparente,
Si mantengono
Il sole al mattino li incontra,
Il vento,
Il confinante più vicino che hanno
È Dio
Il campo dà loro un posto,
Gli alberi a lui l’attenzione di chi passa,
Di un’ombra, o di uno scoiattolo,
O magari di un ragazzo.
Quale titolo abbiano nell’ordine naturale
Quale piano,
Individualmente, affrettino o ritardino
Non si sa.
Emily Dickinson, 778
L’ultimo giorno del mondo
Vorrei piantare un albero
Per cosa?
Non per il frutto
L’albero che porta il frutto
Non è quello che fu piantato
Voglio l’albero che si erge
Nella terra per la prima volta
Con il sole che già
Tramonta
E l’acqua
Che tocca le sue radici
Nella terra piena di morte
E le nuvole che passano
A una a una
Sulle sue foglie.
William Stanley Merwin, Luogo
Gli alberi ti aiutano a vedere pezzi di cielo tra i rami.
Puntare a cose che non potrai mai raggiungere.
Ti aiutano a guardare la crescita accadere,
I fiori esplodere e poi seccare.
L’ombra cambiare al ritmo del sole,
Gli uccelli strappare semi riluttanti…
Un albero è una lente,
Un mirino, una finestra,
Un messaggio
O ciò che deve ancora arrivare.
Rochelle Mass, Attendendo un messaggio
Parlano poco gli alberi, si sa.
Passano tutta la vita meditando
e muovendo i loro rami.
Basta guardarli in autunno
quando si riuniscono nei parchi:
soltanto i più vecchi conversano,
quelli che donano le nuvole e gli uccelli,
ma la loro voce si perde tra le foglie
e assai poco percepiamo, quasi niente.
È difficile riempire un piccolo libro
coi pensieri degli alberi.
Tutto in essi è vago, frammentario.
Oggi, ad esempio, mentre ascoltavo il grido
di un tordo nero, di ritorno verso casa,
grido ultimo di chi non attende un’altra estate,
ho capito che nella sua voce parlava un albero,
uno dei tanti,
ma non so cosa fare di quel grido,
non so come trascriverlo.
Eugenio Montejo, Gli alberi, Alcune parole



