La prima visita gratuita nel Parco Villa Ghigi è un’opportunità per conoscere e scoprire il parco, nel corso di una mattinata o anche di una giornata intera, riservata a tutte le scuole di Bologna, dai nidi alle superiori.

La visita offre la possibilità di affrontare molteplici temi e di svolgere un gran numero di attività pensate in base all’età degli studenti e agli interessi, conoscenze e aspettative delle classi. Di seguito proponiamo qualche suggestione di stagione, ricordando a tutti che è interessante, oltre che consigliabile, sfruttare anche le opportunità offerte dai mesi autunnali e invernali, in cui il parco è meno frequentato.

L’autunno è la stagione dei frutti e può essere interessante dedicare proprio a loro una passeggiata e scoprirne la straordinaria varietà. Ognuna delle centinaia di specie vegetali presenti nel parco, ad eccezione di quelle più primitive come muschi, licheni, felci, produce frutti: carnosi, secchi, alati, piumati, appiccicosi, colorati, odorosi, commestibili, prelibati. In genere non è difficile collegare l’aspetto di ognuno alle particolari modalità di disseminazione. Dal frutto al seme, inoltre, il passo è breve e si può tornare a scuola con nuove idee e materiale vegetale da piantare, nel giardino scolastico o anche solo in una cassetta di terra.

Al parco in inverno nevica con una certa frequenza. Vale la pena approfittarne. È bellissimo salire fino al punto più alto per apprezzare la magia del paesaggio invernale, analizzare le forme dei rilievi e delle valli e il complesso disegno della città messi in evidenza dalla coltre nevosa. Si possono anche esplorare il bosco e le macchie arbustive alla ricerca delle tracce di cornacchia, capriolo, lepre, volpe o cinghiale: un’occasione per conoscere le abitudini e i comportamenti di alcuni animali della nostra collina. Se è molto freddo, alla fine è possibile scaldarsi al Palazzino, con una tisana calda e un racconto intorno al camino, naturalmente acceso.

A febbraio, quando la neve magari resiste ancora nei punti più ombrosi, ai bordi delle cavedagne compaiono, tra l’erba ancora secca, alcune macchie giallo vivo: piantine in gruppi compatti, alte pochi centimetri, con 5 petali gialli, una curiosa corona di foglioline sotto al fiore e un fusto breve e eretto che si sviluppa da un rizoma sotterraneo. La fioritura del piè di gallo, insieme a quella di poche altre piante erbacee come elleboro e farfaro e di arbusti come nocciolo e corniolo, è uno dei primi segnali del risveglio della natura, quando la primavera è ancora piuttosto lontana. Quando sarà arrivata, del piè di gallo non rimarrà che qualche stelo secco e, nel terreno, alcuni semi e un rizoma in attesa del prossimo inverno.

Il Parco Villa Ghigi, con le sue strade di campagna e i suoi sentieri, la villa, i nuclei colonici, le vedute sulla città e le zone collinari, è un luogo ideale per approfondire in maniera molto operativa gli strumenti cartografici. L’esplorazione del parco e l’analisi del paesaggio circostante offrono l’occasione per cimentarsi nella lettura e interpretazione delle carte e il laboratorio del Palazzino è a disposizione per semplici esperienze che possono aiutare a comprendere il complesso mondo della cartografia e la sua evoluzione (dalle rappresentazioni più antiche ai sistemi più moderni).

Nei paesi nordici dicono che la primavera è veramente arrivata solo quando, nello spazio occupato dall’impronta di un piede, si possono contare almeno cinque fiori di pratolina. Nel parco questo accade di solito intorno alla metà di marzo. Nel volgere di pochi giorni i prati si colorano delle fioriture di pratolina, senecio, cardamine, borsa del pastore, stellaria, lamio, veronica, geranio selvatico, euforbia, prunella, tarassaco, anemone dei prati. Lungo le scarpate, dove l’erba è più alta e densa, compaiono anemoni dei boschi, primule, viole e polmonarie. Intorno ai fiori di quest’ultima specie, che virano dal rosa al viola (rarissimamente ne compare uno bianco!), si affannano numerosi i bombi. Una meraviglia!