Dopo aver utilizzato l’opportunità della visita gratuita, magari in autunno o inverno, si può tornare nel parco per proseguire un lavoro impostato nella prima uscita o dedicarsi ad altri temi. Si tratta di percorsi a pagamento articolati su più incontri (in genere 2 o 3, ma anche di più se occorre) che prevedono una programmazione specifica, l’utilizzo di appositi materiali o attrezzature e la disponibilità di un operatore della Fondazione come punto di riferimento durante lo svolgimento dell’esperienza, che può svilupparsi anche per l’intero anno scolastico o per più anni. In oltre trent’anni di attività nel parco abbiamo sperimentato decine e decine di percorsi educativi legati all’esplorazione, alla conoscenza e alla cura del parco. Le possibilità sono veramente innumerevoli: dipendono dall’età di bambini e ragazzi, dalle esperienze pregresse, dalle curiosità e aspettative delle classi e sono il risultato del lavoro comune di insegnanti e operatori.

Di seguito alcuni esempi di possibili percorsi.

La natura, si sa, non è mai uguale a se stessa e nel corso dell’anno ogni cosa si trasforma, in modo impercettibile o molto vistoso, con l’avvicendarsi delle stagioni. Anche i bambini più piccoli lo sanno, ma riuscire a verificarlo di persona, in maniera diretta, attenta e sistematica, è sempre motivo di sorprese e scoperte, che innescano ricerche affascinanti e avvicinano rapidamente alla comprensione di come le cose funzionano nella natura. È sufficiente definire un itinerario, stabilire alcune stazioni di osservazione, tornare a distanza di tempo, con qualche ipotesi su ciò che nel frattempo è cambiato. A ogni uscita si avranno le risposte e materia per nuove domande.

Nella zona sottostante il parcheggio di via Gaibola, a breve distanza dal rio Fontane, c’è uno stagno, che è stato realizzato per favorire la presenza di piante e animali e vegetali legati all’acqua e offrire nuovi spunti di lavoro alle classi che ci vengono a trovare. Una visita allo stagno permette di approfondire lo studio di un ecosistema ricco e sempre affascinante. Tornare più volte consente di scoprire i tanti organismi che lo popolano, i loro cicli biologici, gli adattamenti e le relazioni che li legano tra di loro e all’ambiente che li ospita.

L’autunno è probabilmente il momento ideale per studiare il bosco. Foglie, frutti e rami si accumulano sulla lettiera, lo strato superficiale del terreno boschivo e osservarla con attenzione svela la presenza di una moltitudine di piccoli organismi dalle forme e dalle abitudini spesso strabilianti. Nel bosco, poi, si può tornare alla fine dell’inverno, per scoprirne le effimere fioriture di alcune attraenti piante erbacee (ellebori, primule, anemoni, polmonarie, pervinche) e nel pieno della primavera, quando le chiome degli alberi schermano i raggi del sole e più evidenti molte delle caratteristiche di questo ambiente complesso e pieno di fascino.

Il grande orto didattico del parco è a disposizione delle classi e, anche grazie alla speciale collaborazione di sapienti contadini e orticoltori, regala un’esperienza autentica e stimolante, in cui l’attività manuale è fonte di conoscenza e meraviglia. Si può iniziare già da settembre, raccogliendo topinambur, trapiantando cipolle e avviando le semine autunnali di grano e orzo. Nel corso dell’anno si può tornare per preparare il terreno, seminare o trapiantare, seguire la crescita delle piante, innaffiarle, liberarle dalle erbe infestanti, scoprire la moltitudine di piccoli animali che vivono nei paraggi. Nella piena primavera, arriva il momento della raccolta: si assaggiano piselli, fave, ravanelli e si scopre il valore di quanto si è riusciti a produrre con il proprio lavoro.

Nell’ambiente urbano nulla trasmette con altrettanta immediatezza l’idea di biodiversità quanto un prato in primavera. In pochi metri quadrati si possono trovare decine di erbe diverse e ognuna, nel volgere di qualche settimana, mostrerà i propri fiori, semplici o più vistosi e spesso dotati di interessanti meccanismi per favorire la riproduzione, intorno ai quali compariranno tumultuose moltitudini di insetti impollinatori. Imenotteri, ditteri, coleotteri, lepidotteri, rincoti, attraverso la grande varietà di forme, comportamenti e adattamenti, esprimono in modo mirabile la straordinaria ricchezza e raffinatezza della natura. Anche dal punto di vista estetico: se certi insetti fossero grandi come felini o pachidermi, saremmo abbagliati dalla loro bellezza (e piuttosto terrorizzati, anche).

Costi

Tre incontri di mezza giornata e un incontro di programmazione – 200 euro