Il punto di partenza, soprattutto con i più piccoli, nella scuola dell’infanzia e nelle prime classi della scuola primaria, è quasi sempre il giardino scolastico, che per la quasi totalità dei bambini è lo spazio verde più frequentato: la cattura di un animaletto, la fioritura del prato, lo schiudersi delle gemme di un ramo, la frenetica attività degli uccelli in primavera possono essere l’avvio di un percorso di scoperta che sollecita nei bambini la capacità di osservazione e sviluppa un atteggiamento di curiosità analitica nei confronti del mondo circostante.

Cominciando a esplorare il giardino a occhi aperti, con qualche buon suggerimento su cosa cercare, un luogo che tutti credevano di conoscere si rivelerà pieno di novità, sorprese, aspetti da approfondire. Compiere osservazione nel giardino scolastico può anche far venir voglia di renderlo più ricco e interessante: realizzare un orto, un’aiuola di aromatiche, una siepe, una pozza d’acqua, un minuscolo frutteto e prendersene cura nel tempo può rivelarsi un’esperienza indimenticabile e molto formativa, con implicazioni educative e culturali a volte inaspettate.

Ma il giardino scolastico, naturalmente, è solo il primo passo: uscendo dal cancello c’è il quartiere, con le sue abitazioni, le sue strade, le sue aree verdi, ci sono luoghi della città spesso straordinari per svolgere percorsi di educazione ambientale, capire qualcosa di Bologna e del suo territorio e, quindi, anche di noi.

Di seguito alcuni esempi di possibili percorsi.

Un percorso fuori e dentro alcuni luoghi verdi della città per approfondirne la conoscenza al di fuori degli schemi abituali, ponendo bambini e ragazzi a diretto contatto con la realtà che sta loro intorno, prestando attenzione alle storie che si nascondono nelle cose, raccogliendo oggetti, catalogando piccole scoperte, creando collegamenti, documentando ciò che più ci attrae, sviluppando una propria competenza basata sulle percezioni personali. Tra i possibili ambiti di indagine: percorsi di geologia urbana, tra natura e storia; esperimenti di archeologia sentimentale, lavorando sulla memoria dei luoghi e delle persone; esplorazioni urbane alla ricerca di zone dove la città incontra la campagna e la natura resiste o ritorna tra gli spazi antropizzati.

Probabilmente non esiste un ambiente più mutevole e ricco di stimoli del fiume. Una passeggiata lungo il greto del Reno (a Prato Piccolo, nei pressi della storica chiusa di Casalecchio, ad esempio, o sotto il Pontelungo della Via Emilia), offre l’opportunità di toccare con mano una pluralità di aspetti che spaziano dalla storia alla fisica, dalla geomorfologia alle scienze naturali. Ritornare più volte lungo il fiume può consentire di cogliere i cicli stagionali del corso d’acqua, verificare le variazioni di portata, ragionare sulle sue dinamiche. Potendosi spostare un po’ più lontano, magari approfittando della storica ferrovia Bologna-Porretta, si può anche intraprendere l’esplorazione dell’intera vallata (e in questo caso si può dare inizio a un corso accelerato che combina storia, geografia, scienze naturali e scienze della Terra).

Un percorso dedicato all’evoluzione storico-paesaggistica che negli ultimi secoli ha caratterizzato la città e l’area periurbana bolognese. Il punto di partenza è sempre, a seconda della collocazione della scuola, l’individuazione di luoghi e brevi percorsi ricchi di elementi di interesse, nei quali la scoperta di un filare alberato, di un tratto di canale o di quanto rimane del parco di una vecchia villa apre la possibilità di intraprendere un viaggio a ritroso nel tempo. Fondamentale è il contributo offerto da mappe, testi storici, interviste, vecchie fotografie e altre fonti di storia locale, che aiutano a riconoscere e interpretare i tanti segni del passato disseminati nel territorio.

Gli alberi e gli arbusti, a Bologna come in tutte le città, sono una componente fondamentale dell’ambiente urbano, di cui non potremmo e sapremmo fare a meno. Le specie più comunemente impiegate nei giardini pubblici e privati e lungo le strade non sono poi così tante (anche se è bello ogni tanto scoprire qualche presenza insolita o “rarità”). Imparare a riconoscere le principali specie di alberi e arbusti che crescono lungo le strade e negli spazi verdi della città, a cominciare da quelli del giardino scolastico o di un’area verde prossima alla scuola, può essere un’esperienza molto interessante, che lascerà conoscenze durature (il progetto europeo Key To Nature, inoltre, mette a disposizione chiavi di identificazione digitali semplici e immediate).

Interpretare correttamente i segnali che la natura trasmette quando le situazioni ambientali si alterano è molto importante. Attraverso i bioindicatori (principalmente licheni e macroinvertebrati di acqua dolce) lo si può fare in modo relativamente semplice, arrivando anche alla realizzazione di carte della qualità dell’aria e dell’acqua. Farlo è piuttosto semplice: si può cominciare analizzando il proprio giardino scolastico o un’area verde nelle vicinanze o anche un’alberatura stradale. Si possono fare confronti tra luoghi diversi, con condizioni che appaiono differenziate, trovando conferme o smentite alle nostre supposizioni. Analizzare lo stato di salute di un ambiente può anche offrire lo spunto per riflettere sui nostri stili di vita e sugli effetti che producono nel territorio.

Costi

3 uscite e incontro di programmazione – 230 euro