Qualcuno ce l’ha chiesto, in anni recenti e anche più lontani. Di piantare un albero per ricordare qualcuno che non c’è più o per festeggiare un matrimonio, la nascita di un bambino, un altro avvenimento importante o semplicemente per il gusto di farlo. E qualche albero nel parco già c’è che è frutto di questi sentimenti.

Piantare un albero, del resto, è sempre un gran gesto, carico di significato. È una metafora della vita, che ha il suo ciclo, le sue ragioni, le sue infinite sfumature. Lo stesso padre di Alessandro Ghigi, quando comprò la tenuta, verso la fine dell’Ottocento, fece piantare due cedri dell’Himalaya davanti alla villa per i suoi due figli. Uno, imponente, non piegato nemmeno da un fulmine, come molti sanno, c’è ancora; dell’altro rimane il tronco nel prato.

Ci abbiamo pensato a lungo e ora facciamo una proposta a chi frequenta e ama questo parco e a tutti i bolognesi. Chi desidera proseguire questa tradizione ci scriva, ci telefoni e ci venga a trovare. Quello che offriamo è di scegliere con ognuno la specie arborea, il luogo, le dimensioni della pianta e di concordare la donazione di una somma che tenga conto dell’acquisto dell’esemplare, di alcune spese per la sua manutenzione nei primi tre anni e di un piccolo contributo per la Fondazione.

Quello che possiamo dare in cambio, oltre al piacere di piantare un albero nel più bel parco delle prime colline bolognesi, è un ringraziamento personale nel nostro sito, e un riguardo particolare, soprattutto nei primi anni, perché la pianta cresca il meglio possibile.

Lo facciamo per tre motivi. Per rispondere in modo adeguato e coerente alle richieste che ogni tanto ci arrivano. Per sostenere le attività della Fondazione, a cominciare dalla gestione del parco. Per contribuire in modo sollecito e concreto al rinnovo del patrimonio arboreo del parco, che sta più o meno lentamente invecchiando, e introdurre nuovi esemplari arborei di qualità in punti e zone strategiche, che oggi vanno parzialmente ripensate, integrate, arricchite.

Forse a molti non dispiacerà, in futuro, passeggiare per un parco in cui gli alberi, qua e là, sono anche dei nomi, delle storie, dei momenti. Con discrezione, come gli alberi insegnano.


Alla proposta lanciata con Un albero per te hanno risposto in tanti, e tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016 sono state effettuate le prime piantagioni. Altre si stanno eseguendo in questi mesi e nuovi contatti continuano ad essere presi. Nel frattempo si è creata una consuetudine con i vecchi e nuovi donatori che è fatta di informazioni sullo stato delle piante, telefonate e messaggi, visite agli esemplari e visite di cortesia nella nostra sede, piacevoli discussioni per la scelta delle specie, piccole cerimonie al momento delle piantagioni nelle quali si mescolano notizie botaniche, brani letterari, ricordi personali, allegria dei bambini e sensibilità e sentimenti squisiti degli adulti. Una splendida esperienza, anche dal punto di vista umano, di cui l’elenco dei donatori e le loro motivazioni sono una perfetta testimonianza.

Donatori

2017

Adele, Arianna, Diana, Francesca, Giorgia, Pietro e Tommaso hanno donato un esemplare di ciliegio (Prunus avium) della varietà Durone I di Vignola, che è stato piantato il 18 marzo 2017 nel filare di rosacee lungo la cavedagna che attraversa i prati alti del parco. “I più grandi tra noi da bambini venivano portati almeno un giorno all’anno al cimitero per ricordare i familiari morti e ascoltarne la storia. Era un momento che restava impresso nella memoria e che oggi capita sempre più di rado, soprattutto coi più piccoli. Per onorare le persone della nostra famiglia che non ci sono più, che abbiamo amato o non abbiamo potuto conoscere, abbiamo scelto di piantare un albero a tutti noi familiare, un ciliegio, che accompagneremo nella crescita e ci accomunerà nel ricordo.”

Franca, Adriano e Tommy hanno donato un esemplare di amareno (Prunus cerasus) e due di ciliegio (Prunus avium) delle varietà Durone I di Vignola e Durone II di Vignola, che sono stati piantati il 13 marzo 2017 nel filare di rosacee lungo la cavedagna che attraversa i prati alti del parco. “Abbiamo piantato tre ciliegi perché il ricordo di Bade, mamma di Mounass, possa mettere radici, fiorire e dare frutti anche a Bologna, vicino alla figlia e ai nipotini Nenne e Jamal. Bade, nata in Casamance, Senegal, dove la natura è splendida, amava gli alberi: aver piantato un albero a suo nome, con i suoi piccoli vicino, è una grande gioia per noi tutti. Jamal avrà sempre il suo fratellino Nenne che lo protegge, dominando Bologna dal verde dei colli. Sarà bellissimo mangiare amarene e duroni tutti insieme, ma proprio tutti tutti! Maangeek saasune teey ak muñ bi nga def ci man sama yaye (Porto sempre con me la calma e il sorriso che mi hai dato).”

Il marito, il figlio e i colleghi di Gabriella hanno donato un esemplare di acero minore (Acer monspessulanum), che è stato piantato l’11 marzo 2107 al margine della fascia boscata che segna il confine alto del parco. “Ora sei qui, e nell’ acqua e nell’ aria. Finché dura la memoria non sei sola Gabriella, amore mio. Poi i nostri cieli si fonderanno insieme, ancora.”

Gli amici di Gianluca, insieme alla sua famiglia, hanno donato un esemplare di tiglio (Tilia cordata), che è stato piantato il 7 marzo 2017 a margine del bosco lungo la strada che sale a Villa Ghigi, “perché sia un punto di riferimento per i suoi amici, come Gianluca è sempre stato, e un luogo d’incontro per tutti quelli che lo hanno amato.”

Gianni, Francesca, Sandra e tanti altri amici, per ricordare Ivana, hanno donato un esemplare di alloro (Laurus nobilis), che è stato piantato il 4 marzo 2017 ai margini del giardino ornamentale intorno a Villa Ghigi, tra due grandi esemplari della medesima specie. “Il profumo dell’alloro, la sua robustezza e utilità hanno sempre attirato l’interesse di Ivana e questo avvolgente cespuglio vuole essere un affettuoso abbraccio a Ivana da parte di tutti gli amici che hanno avuto il piacere di conoscerla.”

Katia Simoni ha donato un esemplare di fico (Ficus carica) della varietà Brogiotto bianco, che è dedicato al marito Danilo ed è stato piantato il 28 febbraio 2017 lungo la sterrata poco a monte del Becco. “Amo il fico perché ha rami disordinati e contorti come le nostre vite. Amo i fichi grossi e verdissimi oppure scurissimi, quelli che quando li stacchi dal ramo ti colano il latte sulle dita e dopo averli sbucciati li ficchi in bocca tutti interi per gustarli in tutta la loro zuccherosa dolcezza. Mi piace pensare che questo fico possa portare gioia e dolcezza agli abitanti del parco.

Katia e Salvatore hanno donato un esemplare di melo (Malus domestica), che è stato piantato il 27 febbraio 2017 nel filare di rosacee lungo la cavedagna che attraversa i prati alti del parco. L’albero è per il nipote Matteo: “Come si pianta un albero, che è vita, così si inalbera e cresce la vita di un bimbo; così Matteo e il melo cresceranno e si guarderanno crescere, saranno fratelli e si parleranno, si ameranno, vicini o distanti, come un’unica radice.”

Davide Diversi e Michelina Bernardo hanno donato e contribuito materialmente a piantare il 25 febbraio 2017, insieme ai figli Paolo e Nico, quattro alberi da frutto dietro al Palazzino, a formare un piccolo frutteto che ricordi il loro nucleo familiare, fortemente convinti che “chi pianta un albero, pianta una speranza”: un marasco (Prunus cerasus, varietà marasca del Savena) per mamma Michelina, dal frutto colorato e prezioso in ricordo della sua terra natia, un rusticano (Prunus cerasifera) per papà Davide, forte e schietto e, come il frutto, prima aspro e poi dolcissimo, un pero cotogno (Cydonia oblonga)per il figlio Paolo, a cui augurano un futuro vellutato, profumato e resistente come il frutto dell’albero, e un kaki (Dysospyros kaki, varietà cioccolatino) per il figlio Nico, a cui augurano di conservare la vitalità e bellezza dell’albero e la dolcezza del frutto.

La famiglia e gli amici di Alessandro hanno donato un esemplare di maggiociondolo (Laburnum anagyroides), che è stato piantato il 25 febbraio 2017 al margine della fascia boscata che segna il confine alto del parco. “Gli abbiamo voluto dedicare un maggiociondolo, che potrà sfoggiare una splendida fioritura e affondare le proprie radici in un parco così bello da ricordare gli spazi verdi che erano i suoi preferiti. In alcune regioni è ritenuta una pianta magica. Ci piace credere che lui, che abbiamo tanto amato, possa qui continuare a vivere.”

Maria Grazia Pagliani e i figli Francesca, Beatrice e Corso Buscaroli hanno donato un esemplare di pioppo cipressino (Populus nigra italica), che è stato piantato il 15 febbraio 2017 all’inizio del sentiero che costeggia il rio Fontane. L’albero è in ricordo di Piero Buscaroli: “Perché la sua ombra ti ripari dal sole, le sue radici ti siano di conforto. Perché le sue stagioni accompagnino la tua pace.”

Caterina R., Stefania R., Antonio B., Federica T., Sandra O. e Laura M., con la partecipazione degli amici Mattia F., Maria G., Salvatore J., Mino P., Arrigo Q., Luca S., hanno donato una palma di Fortune (Trachycarpos fortunei) e un melograno (Punica granatum) in ricordo di Roberto Roversi ed Elena Marcone. I due esemplari sono stati piantati l’11 febbraio 2017 nelle vicinanze di Villa Ghigi, al margine del giardino ornamentale, nei pressi della grande siepe di alloro e della fontanella. “Ove la città ricomincia a respirare, protendersi ancora verso il cielo, ritrovarvi come eravate, Elena e Roberto, orgogliosi di passione e impegno, indaffarati nella vostra Palmaverde. Lì, dove i libri cantavano, discutevano, e certe volte parevano quasi urlare, recitando le parole del passato, vivide testimonianze dell’infinito spettro dell’animo. E dove i pensieri selvatici e ingarbugliati dei giovani artisti trovavano finalmente la loro forma. Grazie per averci insegnato cosa significhi essere contro, sempre con eleganza e gentilezza.”

Maria Grazia Billi e Pier Luigi Gualandi hanno donato, per il compleanno del figlio Gian Luca, un esemplare di roverella (Quercus pubescens), che è stato piantato l’11 febbraio 2017 nel pendio a margine del bosco alle spalle di Villa Ghigi, in un filare di giovani querce in via di formazione. “La quercia perché simbolo della famiglia, fatta di solida protezione, forza e capacità di sopravvivere anche ai periodi più difficili. Affinché tu possa avere nel verde un “luogo famigliare”, dove poterti sempre ritrovare. Non dimenticare che la natura è viva, è vita. Rispettala, difendila, proteggila e arricchiscila tutte le volte che potrai.”

Giulia, Sergio, Barbara, Isabella, Mattia, Maria Grazia, Piero, Gian Luca, Donatella, Alberto, Luisa e Stefano hanno donato un esemplare di ciliegio (Prunus avium) della varietà Mora di Vignola, che è stato piantato il 28 gennaio 2017 nel filare di rosacee lungo la cavedagna che attraversa i prati alti del parco. L’albero è in ricordo della loro amica @lle e vuole essere un pensiero anche per il suo Bruno, nella speranza che ogni primavera possa trovare un po’ di conforto tra i suoi rami fioriti: “Compagna di avventure, oggi ti vediamo volare e vorremmo sapessi che siamo con te, che tu sei con noi, perché si sente ancora la tua voce, l’eco gioioso del tuo riso… Questa nuova avventura è solo un’altra tappa del viaggio che ci vede ancora, ora come allora, amici…”.

2016

Annamaria Bortolotti e Sara Monari hanno donato un esemplare di farnia (Quercus robur), che è stato piantato il 27 dicembre 2016 nel breve filare di questa specie realizzato nei pressi del frutteto del Palazzino. L’albero è un regalo all’amica Alice Spisni in occasione del suo compleanno: “Un inno alle stagioni che passano, un simbolo della crescita e della forza che la natura ci dona.”

Maria Teresa e Marco hanno donato, e si sono regalati per il loro ventesimo anno di matrimonio, un esemplare di ciavardello (Sorbus torminalis), che è stato piantato, insieme ai loro figli, il 5 dicembre 2016 nel prato in prossimità del monumento ad Alessandro Ghigi, accanto ad altri due esemplari della medesima specie. “Perché pur ammettendo un po’ a fatica di non poter salvare il mondo da soli, si ostinano a provare a renderlo un pochino migliore; il ciavardello va in questa direzione”.

I nonni Roberto Casolari e Luana Aldrovandi hanno donato un esemplare di cerro (Quercus cerris), che è stato piantato il 2 dicembre 2016 nel pendio a margine del bosco alle spalle di Villa Ghigi, in un filare di giovani querce in via di formazione. “Una quercia per Fosco. Perché la sua forza, coraggio e dignità si rispecchino in nostro nipote Felipe Fosco Lelli Casolari, che già ora dimostra temperamento, perseveranza di idee, propositi e un poco di ostinazione, che fanno di lui un bambino speciale. Insomma una piccola quercia”.

Elena De Benedictis ha donato un esemplare di biricoccolo (Prunus dasycarpa), che è stato piantato il 1° dicembre 2016 nel filare di rosacee in via di formazione lungo la cavedagna che attraversa i prati alti del parco, alle spalle del Palazzino. L’albero è in ricordo di Andrea, che era un estimatore del parco e della sua frutta (che assaggiava con moderazione), “perché in questo parco ci sia sempre frutta per lui”.

Rossella Fumarola e Cosimo La Monica hanno donato un esemplare di fico (Ficus carica) della varietà Brogiotto nero, che è stato piantato il 30 novembre 2016 lungo la sterrata poco a monte del Becco. “Con questo albero celebriamo il nostro stupore davanti a una nuova vita. Grazie Margherita per aver dato luce a questa famiglia, mamma Rossella e papà Cosimo”.

La famiglia e gli amici più cari di Renata Restani hanno donato un esemplare di ciliegio (Prunus avium), della varietà Durone I di Vignola, che è stato piantato il 26 novembre 2016 nel filare di rosacee in via di formazione lungo la cavedagna che attraversa i prati alti del parco, alle spalle del Palazzino. L’albero è per Renata, “che amava la natura, le piante, i fiori, i colori, la luce  del sole e del cielo, i rossi frutti che questo ciliegio darà. Renata, che rimarrà per sempre nel nostro cuore.”

Brigitte Paoletti ha donato un esemplare di melograno (Punica granatum), che è stato piantato il 26 novembre 2016 nel prato subito alle spalle del Palazzino. Ha desiderato piantare l’albero per ricordare il figlio Grégoire, morto il 28 novembre 2007, e scelto il melograno perché è generoso in fiori, frutti e colori intensi e presente in tutto il Mediterraneo, che Grégoire amava tanto. “Bologna mi è sembrata il posto più adatto, perché da quando ho studiato al DAMS è un rifugio nel quale trovo sempre un po’ di pace.”

Mariarosa, Fabio e Adriana hanno donato, in memoria di Maurizio, un esemplare di farnia (Quercus robur), che è stato piantato il 25 novembre 2016 nel breve allineamento di questa specie realizzato nei pressi del frutteto del Palazzino. “La quercia, che non per niente viene considerato il re degli alberi, lo rappresenta in pieno per forza, resistenza, tenacia e abbiamo pensato a questo gesto per guardare avanti come lui ha insegnato a tutti noi”.

Alessandra Tundo ha donato un esemplare di corniolo (Cornus mas), che è stato piantato il 19 novembre 2016 vicino ai tre grandi cornioli che crescono tra il giardino di Villa Ghigi e il bosco recintato. La piantagione è per festeggiare il primo anniversario del suo matrimonio con Corrado Picciolo “perché un albero non lo si possiede davvero, ma lo si vede crescere insieme a noi, e perché mi piaceva l’idea di donare qualcosa di noi a questa città”.

Nicoletta Masina ha donato in ricordo dei genitori due esemplari di pero (Pyrus communis) delle varietà Volpina e Curato, che sono stati piantati il 19 novembre 2016 nel doppio filare di vecchi peri tra il Becco e il bosco più a est. Gli alberi ci sopravvivono, tramandando memorie e ricordi; i colori accesi, rossi e gialli, del periodo autunnale raccontano che ogni stagione ha i suoi splendori.

Un esemplare di melo (Malus domestica), della varietà Rosa romana, è stato piantato il 14 novembre 2016 nel vecchio filare di meli a monte della sterrata tra Becco e Palazzino. “Fonti d’ispirazione sono state nostra figlia Alma (‘mela’ in ungherese, la lingua della mamma), nata quest’anno e frutto del nostro amore, e la nostra famiglia che piano piano prende forma, mettendo solide radici come un giovane albero in crescita. Il melo per noi racchiude tutto questo e in più ci piace l’idea di qualcosa a cui poter sempre far ritorno e che renda felici. Non vediamo l’ora di assaggiare insieme le sue dolci mele rosate! Sirio, Virag, Alma e la cagnolona Mila.”

Antonella Bonci ha donato un esemplare di ciliegio (Prunus avium), della varietà Cornetta, che è stato piantato il 12 novembre 2016 poco oltre il Palazzino, a valle della sterrata che sale verso il confine alto del parco. “L’albero è dedicato all’amicizia che mi unisce a due giovani mamme ed è un regalo per i loro tre bambini, che cresceranno insieme come l’amicizia che ci lega tutti. L’albero è per me radicamento e connessione alla terra e contemporaneamente un volo verso l’alto, è un inno alla vita.”

Un esemplare di bagolaro (Celtis australis) è stato piantato il 12 novembre 2016 nel prato alberato a lato del giardino di  Villa Ghigi, subito sopra l’edificio colonico del Becco. È un dono di mamma Sara e papà Stefano al piccolo Alessandro: “Questo è il tuo albero, il tuo bagolaro. Quando sei nato l’abbiamo fatto piantare per te, per ricordarti di essere sempre forte come le sue radici. Ora siete piccoli entrambi, crescerete insieme e potrai venire ad abbracciarlo ogni volta che vorrai, guardando dall’alto la tua città. Buona vita, amore!”.

Un esemplare di salice bianco (Salix alba) è stato donato in memoria di Carlo Settimi dai suoi amici di tutte le stagioni. L’albero è stato piantato il 5 novembre 2016 lungo il rio Fontane (nei pressi del cosiddetto puzét). “Ma se ti svegli e hai ancora paura ridammi la mano, cosa importa se sono caduto se sono lontano, perché domani sarà un giorno lungo e senza parole, perché domani sarà un giorno incerto di nuvole e sole” Fabrizio De André.

Elena Bartoli ha donato un esemplare di cerro (Quercus cerris), che è stato piantato il 22 ottobre 2016 nel pendio a margine del bosco alle spalle di Villa Ghigi, in un filare di giovane querce in via di  formazione. L’albero è un regalo, da parte della cognata, a una coppia di giovani sposi con bimbo appena nato che si trasferiscono da Bologna a Barcellona, per festeggiare la nuova famiglia Mercadé Mignani: “che il tronco di questa quercia, con le sue radici, possa rappresentare il vostro solido amore e i suoi rami Giacomo e il vostro futuro insieme.”

Lara Lorenzi ha donato un gruppo di tre esemplari di ginepro (Juniperus communis), che sono stati piantati il 6 aprile 2016 lungo la cavedagna inerbita che costeggia l’orto didattico del Becco. Secondo lo spirito degli alberi, il giullare ginepro ci insegna a ridere e a trovare il lato comico di ogni situazione, così che possiamo superare anche quelle più difficili con il sorriso, ma ci aiuta anche a riconoscere e a sentire chiaramente qual è la nostra strada e ci trasmette protezione e forza per seguirla.

Cristina, Elisa e Marcello Gamberi hanno donato un esemplare di farnia (Quercus robur), che è stato piantato il 1° aprile 2016 nei pressi del Frutteto del Palazzino per celebrare i cinquant’anni di matrimonio dei loro genitori: Dino Gamberi e Angela Dozza. I figli hanno voluto così sancire la saldezza e la longevità, l’amore e l’unione, il gusto per la bellezza e la passione per la natura che i genitori hanno loro trasmesso. E l’albero continuerà nel tempo a raccontare della loro famiglia a tutti quelli che passeranno e si fermeranno un momento all’ombra dei suoi rami.

Chiara Aiello ha donato un esemplare di ciliegio (Prunus avium), che è stato piantato il 30 marzo 2016 poco oltre il Palazzino, a valle della cavedagna che sale verso il confine alto del parco. L’albero, con i suoi fiori delicati e i suoi frutti gustosi, offrirà ombra e riparo e crescerà insieme a Chiara, al marito Andrea e al figlio Leonardo, per celebrare la loro vita insieme, che è tutta racchiusa dentro il 30 marzo.

Lucy Zimanglini ha donato un esemplare di ciliegio (Prunus avium), che è stato piantato il 24 marzo 2016 poco oltre il Palazzino, a valle della cavedagna che sale verso il confine alto del parco. L’albero è dedicato al marito Federico e alle figlie Luna e Noemi, nella consapevolezza che appartiene non tanto a loro ma alla terra, al sole, alle api che lo fecondano e agli uccellini che nutre. Per ricordarci che niente e nessuno ci appartiene davvero e proprio per questo non possiamo perdere nessuno. Lucy sceglie ogni giorno di amare la propria famiglia e per questo la vede sempre fiorire.

Claudio Conigliani, romano naturalizzato, ha donato tre esemplari di cerro (Quercus cerris), che sono stati piantati il 24 marzo 2016, a formare un futuro boschetto, tra la cavedagna che attraversa i prati al ti del parco e la siepe più a monte. Gli alberi sono in memoria del figlio Marco, prematuramente scomparso.

Paola Cimmino ha donato un esemplare di mandorlo (Prunus dulcis), che è stato piantato il 21 marzo 2016, di fronte al Palazzino. L’albero è dedicato alla Terra, che ci aiuta e sostiene, a Madre Natura, che ci è maestra, e a Michela e agli amici dell’associazione “Albero della Vita”, senza i quali l’evoluzione spirituale di Paola non sarebbe avvenuta. Con immenso amore.

Nicola Baldini e suo figlio Tommaso hanno donato un esemplare di ciliegio (Prunus avium), che è stato piantato il 21 marzo 2016 lungo la cavedagna che attraversa i prati alti del parco, alle spalle del Palazzino, perché sia al suo posto giusto sotto il cielo.

I nonni paterni di Eva, che a marzo ha compiuto il suo primo anno, le hanno donato un esemplare di nespolo (Mespilus germanica), che è stato piantato il 19 marzo 2016 poco sopra il frutteto del Palazzino. “Abbiamo scelto il nespolo per via dell’energia che una pianta di così antiche origini può trasmettere e in quanto ispiratore del concetto di attesa, dato che proprio i frutti dell’albero amano farsi aspettare e possono essere gustati nel massimo della loro dolcezza solo dopo un lungo periodo dalla loro raccolta.”

Daniela, di Bologna, e il marito Salvatore, di Foggia, sposati da 42 anni, hanno donato un esemplare di ciliegio (Prunus avium), che è stato piantato il 19 marzo 2016 lungo la cavedagna che attraversa i prati alti del parco, alle spalle del Palazzino. Non avevano mai pensato di possedere un albero e invece ora ce l’hanno: un bel ciliegio che col tempo crescerà forte, elegante e gustoso, li abbraccerà con i suoi rami e racconterà di loro, anche dopo di loro.

Maruska Alessandrelli, Annalisa Bellini, Raffaella Dell’Ova, Alessandro Monderna e Dario Sansone hanno donato un esemplare di melograno (Punica granatum), che è stato piantato il 19 marzo 2016 poco sopra il Frutteto del Palazzino, a poche decine di metri dalla sede della Fondazione. L’albero è dedicato a Simonetta, che come i frutti di melograno ha colorato i loro cuori.

Roberto Galletti ha donato un esemplare di gelso bianco (Morus alba), che è stato piantato il 19 marzo 2016 lungo la cavedagna che attraversa i prati alti del parco, alle spalle del Palazzino. L’albero è un regalo a Vanessa, perché le radici sono qualcosa che dura nel tempo e sarà impossibile sradicarle, come il loro rapporto unico e indissolubile.

Riccardo Correggiari ha donato un esemplare di ciliegio (Prunus avium), che è stato piantato il 18 marzo 2016, accanto al mandorlo, poco sotto il Palazzino, lungo la sterrata che dal parcheggio di via di Gaibola conduce a Villa Ghigi. È un dono per la mamma Fiorella, perché si senta “come la primavera fa con i ciliegi”, si apra al calore del sole, dia e riceva carezze nel vento e sia sempre dolce a fianco dell’amore, contemplando le stelle sopra i tetti della città.

Fiorella Barbieri ha donato un esemplare di mandorlo (Prunus dulcis), che è stato piantato il 18 marzo 2016, poco sotto il Palazzino, lungo la sterrata che dal parcheggio di via di Gaibola conduce a Villa Ghigi. È un dono al marito Toni, che aveva vena artistica e pittorica. L’albero è vita e il mandorlo evoca rinascita. Come nel quadro di Van Gogh Ramo di mandorlo in fiore, che avevano ammirato insieme, l’augurio è che Toni si dipinga di fiori di mandorlo.

Francesco ed Eugenia, 23 e 21 anni, coppia da 4 anni, hanno donato un esemplare di pesco (Prunus persica), della varietà Sant’Anna Balducci, che è stato piantato il 15 marzo 2016 lungo la cavedagna che attraversa i prati alti del parco, alle spalle del Palazzino. Con la certezza che questo albero dai delicati fiori rosa, rappresentazione di un amore immenso, duraturo e immortale, diventerà il simbolo di due anime gemelle in grado di superare qualsiasi difficoltà e rinascere a primavera, anno dopo anno, sempre insieme.

Katia Simoni ha donato un esemplare di sorbo domestico (Sorbus domestica), che è stato piantato il 14 marzo 2016 lungo la cavedagna che attraversa i prati alti del parco, alle spalle del Palazzino. Ha compiuto 60 anni e piantare un albero da frutto nel parco le è sembrato un ottimo modo per festeggiare.

Anna Bertelli ha donato un esemplare di pero corvino (Amelanchier × grandiflora ‘Ballerina’), che è stato piantato il 14 marzo 2016 lungo la cavedagna che attraversa i prati alti del parco, alle spalle del Palazzino. È un regalo che ha fatto a se stessa, per ricordare che la vita è un continuo cambiamento; con l’augurio di saper seguire il movimento fluido e flessibile in armonia con la realtà per essere più viva.

Maria Rosa Egi ha donato un esemplare di roverella (Quercus pubescens), che è stato piantato il 14 marzo 2016, alle spalle di Villa Ghigi, vicino ad altre giovani roverelle a formare un nuovo filare. Rosa dedica questo albero all’amato marito Gian Carlo, per ricordarlo sempre e perché possa godere del sole e della natura.

La famiglia di Lorenza Minghetti ha donato un esemplare di mandorlo (Prunus dulcis) in suo ricordo, che è stato piantato il 5 marzo 2016 nei pressi del Palazzino, nelle vicinanze di un grande esemplare della stessa specie. La famiglia ha deciso di piantare l’albero perché i mandorli in fiore le facevano sognare la valle dei templi di Agrigento; con la speranza che cresca dolce e fruttuoso come lei, che è sempre la primavera della sua famiglia.

Mirella Valentini, un po’ bolognese e un po’ milanese, ha donato un esemplare di melo cotogno (Cydonia oblonga) al marito Massimo e alla figlia Sofia, per celebrare i loro primi dieci anni insieme. L’albero, piantato il 5 marzo 2016 lungo la cavedagna che attraversa i prati alti del parco, alle spalle del Palazzino, è stato scelto per la bellezza dei suoi fiori, la ricchezza dei suoi frutti e il suo stretto legame con i colli bolognesi.

Roberto ha donato a Silvia un esemplare di ciliegio (Prunus avium), che è stato piantato il 2 marzo 2016 lungo la cavedagna che attraversa i prati alti del parco, alle spalle del Palazzino. Silvia non vive a Bologna, ma l’albero crescerà e l’aspetterà in cima al parco; presto potrà rallegrarsi dei suoi fiori e, forse, nascosta a tutti, su di un ramo, mangerà i suoi frutti.

Daniele Collina, bolognese, 23 anni, ha donato un esemplare di roverella (Quercus pubescens), che è stato piantato il 20 febbraio 2016, alle spalle di Villa Ghigi, vicino a un’altra giovane roverella a formare un nuovo filare. L’albero è un pensiero per la sua fidanzata Federica nel giorno di San Valentino: una quercia, per mettere radici ancora più forti al loro rapporto.

La mamma e il papà di Vitantonio Leo hanno donato un esemplare di roverella (Quercus pubescens), che è stato piantato il 19 febbraio 2016, in previsione del suo primo compleanno (il 21 aprile), nel pendio a margine del bosco alle spalle di Villa Ghigi. Con la speranza che il piccolo Vitantonio cresca all’ombra delle sue fronde e prenda esempio proprio dal suo albero: che sia solido nelle sue radici ma che sogni sempre di toccare il cielo; che danzi nel vento e offra riparo durante la pioggia; che abbia un tronco robusto per essere abbracciato da chi lo ama e rifiorisca al primo segno di primavera.

Serena Franco, mezzosangue bolognese-toscana, 41 anni, ha donato un melograno (Punica granatum), che è stato piantato il 13 febbraio 2016 poco sopra il Frutteto del Palazzino, a poche decine di metri dalla sede della Fondazione. L’albero è un regalo a suo marito, nel decimo anniversario insieme e nel giorno di San Valentino. Serena ha deciso di piantare un albero perché una volta qualcuno ha detto che “il segreto non è correre dietro le farfalle, ma curare il giardino perché esse vengano da te”.

2015

Francesco Marsibilio, abruzzese, 32 anni,ha donato un albero di kaki (Diospyros kaki), che è stato piantato il 26 novembre 2015 in testa al filare della stessa specie che si incontra, poco dopo la grande roverella, sulla sinistra della strada che sale al podere Il Becco. Lo ha voluto piantare perché “gli è sembrata la cosa più sensata da fare per resistere”.