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DEF Un albero per teQualcuno ce l’ha chiesto, in anni recenti e anche più lontani. Di piantare un albero per ricordare qualcuno che non c’è più o per festeggiare un matrimonio, la nascita di un bambino, un altro avvenimento importante o semplicemente per il gusto di farlo. E qualche albero nel parco già c’è che è frutto di questi sentimenti. Piantare un albero, del resto, è sempre un gran gesto, carico di significato. È una metafora della vita, che ha il suo ciclo, le sue ragioni, le sue infinite sfumature. Lo stesso padre di Alessandro Ghigi, quando comprò questa tenuta, verso la fine dell’Ottocento, fece piantare due cedri dell’Himalaya davanti alla villa per i suoi due figli. Uno, imponente, non piegato nemmeno da un fulmine, come molti sanno, c’è ancora; dell’altro rimane il tronco nel prato.
Ci abbiamo pensato a lungo e ora facciamo una proposta a chi frequenta e ama questo parco e a tutti i bolognesi. Chi desidera proseguire questa tradizione ci scriva, ci telefoni e ci venga a trovare. Quello che offriamo è di scegliere con ognuno la specie arborea, il luogo, le dimensioni della pianta e di concordare la donazione di una somma che tenga conto dell’acquisto dell’esemplare, di alcune spese per la sua manutenzione nei primi tre anni e di un piccolo contributo per la Fondazione. Quello che possiamo dare in cambio, oltre al piacere di piantare un albero nel più bel parco delle prime colline bolognesi, è un ringraziamento personale nel nostro sito, dove apriremo una specifica sezione per questo, con la localizzazione dei singoli alberi donati, e un riguardo particolare, soprattutto nei primi anni, perché la pianta cresca il meglio possibile. Lo facciamo per tre motivi. Per rispondere in modo adeguato e coerente alle richieste che ogni tanto ci arrivano. Per sostenere le attività della Fondazione, a cominciare dalla gestione del parco. Per contribuire in modo sollecito e concreto al rinnovo del patrimonio arboreo del parco, che sta più o meno lentamente invecchiando, e introdurre nuovi esemplari arborei di qualità in punti e zone strategiche, che oggi vanno parzialmente ripensate, integrate, arricchite.
Forse a molti non dispiacerà, in futuro, passeggiare per un parco in cui gli alberi, qua e là, sono anche dei nomi, delle storie, dei momenti. Con discrezione, come gli alberi insegnano.

Un albero per te – come funziona

Per informazioni
051 3399084 / 3399120 – 328 1277659 – info@fondazionevillaghigi.it

 

 

Donatori

 

2015

Francesco Marsibilio, abruzzese, 32 anni,  ha donato un albero di kaki (Diospyros kaki), che è stato piantato il 26 novembre 2015 in testa al filare della stessa specie che si incontra, poco dopo la grande roverella, sulla sinistra della strada che sale al podere Il Becco. Lo ha voluto piantare perché “gli è sembrata la cosa più sensata da fare per resistere”.


2016

Serena Franco, mezzosangue bolognese-toscana, 41 anni, ha donato un melograno (Punica granatum), che è stato piantato il 13 febbraio 2016 poco sopra il Frutteto del Palazzino, a poche decine di metri dalla sede della Fondazione. L’albero è un regalo a suo marito, nel decimo anniversario insieme e nel giorno di San Valentino. Serena ha deciso di piantare un albero perché una volta qualcuno ha detto che “il segreto non è correre dietro le farfalle, ma curare il giardino perché esse vengano da te”.

La mamma e il papà di Vitantonio Leo hanno donato un esemplare di roverella (Quercus pubescens), che è stato piantato il 19 febbraio 2016, in previsione del suo primo compleanno (il 21 aprile), nel pendio a margine del bosco alle spalle di Villa Ghigi. Con la speranza che il piccolo Vitantonio cresca all’ombra delle sue fronde e prenda esempio proprio dal suo albero: che sia solido nelle sue radici ma che sogni sempre di toccare il cielo; che danzi nel vento e offra riparo durante la pioggia; che abbia un tronco robusto per essere abbracciato da chi lo ama e rifiorisca al primo segno di primavera.

Daniele Collina, bolognese, 23 anni, ha donato un esemplare di roverella (Quercus pubescens), che è stato piantato il 20 febbraio 2016, alle spalle di Villa Ghigi, vicino a un’altra giovane roverella a formare un nuovo filare. L’albero è un pensiero per la sua fidanzata Federica nel giorno di San Valentino: una quercia, per mettere radici ancora più forti al loro rapporto.

Fabrizio Vignoli, bolognese, 30 anni, ha donato un esemplare di albero di Giuda (Cercis siliquastrum), che è stato piantato il 26 febbraio 2016, di fronte al Palazzino. Nel parco Fabrizio, che abita nelle vicinanze, ha abbracciato per l’ultima volta l’unica donna che ha veramente amato. John Keats ha scritto che la verità è bellezza. L’albero è stato piantato come qualcosa di bello e, quindi, di vero, che rimane nel tempo, anche dopo che le storie finiscono.

Roberto ha donato a Silvia un esemplare di ciliegio (Prunus avium), che è stato piantato il 2 marzo 2016 lungo la cavedagna che attraversa i prati alti del parco, alle spalle del Palazzino. Silvia non vive a Bologna, ma l’albero crescerà e l’aspetterà in cima al parco; presto potrà rallegrarsi dei suoi fiori e, forse, nascosta a tutti, su di un ramo, mangerà i suoi frutti.

Mirella Valentini, un po’ bolognese e un po’ milanese, ha donato un esemplare di melo cotogno (Cydonia oblonga) al marito Massimo e alla figlia Sofia, per celebrare i loro primi dieci anni insieme. L’albero, piantato il 5 marzo 2016  lungo la cavedagna che attraversa i prati alti del parco, alle spalle del Palazzino, è stato scelto per la bellezza dei suoi fiori, la ricchezza dei suoi frutti e il suo stretto legame con i colli bolognesi.

La famiglia di Lorenza Minghetti ha donato un esemplare di mandorlo (Prunus dulcis) in suo ricordo, che è stato piantato il 5 marzo 2016 nei pressi del Palazzino, nelle vicinanze di un grande esemplare della stessa specie. La famiglia ha deciso di piantare l’albero perché i mandorli in fiore le facevano sognare la valle dei templi di Agrigento; con la speranza che cresca dolce e fruttuoso come lei, che è sempre la primavera della sua famiglia.

Maria Rosa Egi ha donato un esemplare di roverella (Quercus pubescens), che è stato piantato il 14 marzo 2016, alle spalle di Villa Ghigi, vicino ad altre giovani roverelle a formare un nuovo filare. Rosa dedica questo albero all’amato marito Gian Carlo per ricordarlo sempre e perché possa godere del sole e della natura.

Anna Bertelli ha donato un esemplare di pero corvino (Amelanchier × grandiflora ‘Ballerina’), che è stato piantato  il 14 marzo 2016  lungo la cavedagna che attraversa i prati alti del parco, alle spalle del Palazzino. E’ un regalo che ha fatto a se stessa, per ricordare che la vita è un continuo cambiamento; con l’augurio di saper seguire il movimento fluido e flessibile in armonia con la realtà per essere più viva.

Katia Simoni ha donato un esemplare di sorbo domestico (Sorbus domestica), che è stato piantato il 14 marzo 2016 lungo la cavedagna che attraversa i prati alti del parco, alle spalle del Palazzino. Ha compiuto 60 anni e piantare un albero da frutto nel parco le è sembrato un ottimo modo per festeggiare.

Francesco ed Eugenia, 23 e 21 anni, coppia da 4 anni, hanno donato un esemplare di pesco (Prunus persica), della varietà Sant’Anna Balducci, che è stato piantato il 15 marzo 2016  lungo la cavedagna che attraversa i prati alti del parco, alle spalle del Palazzino. Con la certezza che questo albero dai delicati fiori rosa, rappresentazione di un amore immenso, duraturo e immortale, diventerà il simbolo di due anime gemelle in grado di superare qualsiasi difficoltà e rinascere a primavera, anno dopo anno, sempre insieme.

Fiorella Barbieri ha donato un esemplare di mandorlo (Prunus dulcis), che è stato piantato il 18 marzo 2016, poco sotto il Palazzino, lungo la sterrata che dal parcheggio di via di Gaibola conduce a Villa Ghigi. E’ un dono al marito Toni, che aveva vena artistica e pittorica. L’albero è vita e il mandorlo evoca rinascita. Come nel quadro di Van Gogh Ramo di mandorlo in fiore, che avevano ammirato insieme, l’augurio è che Toni si dipinga di fiori di mandorlo.

Riccardo Correggiari ha donato un esemplare di ciliegio (Prunus avium), che è stato piantato il 18 marzo 2016, accanto al mandorlo, poco sotto il Palazzino, lungo la sterrata che dal parcheggio di via di Gaibola conduce a Villa Ghigi. E’ un dono per la mamma Fiorella, perché si senta “come la primavera fa con i ciliegi”, si apra al calore del sole, dia e riceva carezze nel vento e sia sempre dolce a fianco dell’amore, contemplando le stelle sopra i tetti della città.

Roberto Galletti ha donato un esemplare di gelso bianco (Morus alba), che è stato piantato il 19 marzo 2016 lungo la cavedagna che attraversa i prati alti del parco, alle spalle del Palazzino. L’albero è un regalo a Vanessa, perché le radici sono qualcosa che dura nel tempo e sarà impossibile sradicarle, come il loro rapporto unico e indissolubile.

Maruska Alessandrelli, Annalisa Bellini, Raffaella Dell’Ova, Alessandro Monderna e Dario Sansone hanno donato un esemplare di melograno (Punica granatum), che è stato piantato il 19 marzo 2016 poco sopra il Frutteto del Palazzino, a poche decine di metri dalla sede della Fondazione. L’albero è dedicato a Simonetta, che come i frutti di melograno ha colorato i loro cuori.

Daniela, di Bologna, e il marito Salvatore, di Foggia, sposati da 42 anni, hanno donato un esemplare di ciliegio (Prunus avium), che è stato piantato il 19 marzo 2016 lungo la cavedagna che attraversa i prati alti del parco, alle spalle del Palazzino. Non avevano mai pensato di possedere un albero e invece ora ce l’hanno: un bel ciliegio che col tempo crescerà forte, elegante e gustoso, li abbraccerà con i suoi rami e racconterà di loro, anche dopo di loro.

Nicola Baldini e suo figlio Tommaso hanno donato un esemplare di ciliegio (Prunus avium), che è stato piantato il 21 marzo 2016 lungo la cavedagna che attraversa i prati alti del parco, alle spalle del Palazzino, perché sia al suo posto giusto sotto il cielo.

Paola Cimmino ha donato un esemplare di mandorlo (Prunus dulcis), che è stato piantato il 21 marzo 2016, di fronte al Palazzino. L’albero è dedicato alla Terra, che ci aiuta e sostiene, a Madre Natura, che ci è maestra, e a Michela e agli amici dell’associazione “Albero della Vita”, senza i quali l’evoluzione spirituale di Paola non sarebbe avvenuta. Con immenso amore.

Claudio Conigliani, romano naturalizzato, ha donato tre esemplari di cerro (Quercus cerris), che sono stati piantati il 24 marzo 2016, a formare un futuro boschetto, tra la cavedagna che attraversa i prati al ti del parco e la siepe più a monte. Gli alberi sono in memoria del figlio Marco, prematuramente scomparso.

Lucy Zimanglini ha donato un esemplare di ciliegio (Prunus avium), che è stato piantato il 24 marzo 2016 poco oltre il Palazzino, a valle della cavedagna che sale verso il confine alto del parco. L’albero è dedicato al marito Federico e alle figlie Luna e Noemi, nella consapevolezza che appartiene non tanto a loro ma alla terra, al sole, alle api che lo fecondano e agli uccellini che nutre. Per ricordarci che niente e nessuno ci appartiene davvero e proprio per questo non possiamo perdere nessuno. Lucy sceglie ogni giorno di amare la propria famiglia e per questo la vede sempre fiorire.

Chiara Aiello ha donato un esemplare di ciliegio (Prunus avium), che è stato piantato il 30 marzo 2016 poco oltre il Palazzino, a valle della cavedagna che sale verso il confine alto del parco. L’albero, con i suoi fiori delicati e i suoi frutti gustosi, offrirà ombra e riparo e crescerà insieme a Chiara, al marito Andrea e al figlio Leonardo, per celebrare la loro vita insieme, che è tutta racchiusa dentro il 30 marzo.

Cristina, Elisa e Marcello Gamberi hanno donato un esemplare di farnia  (Quercus robur), che è stato piantato il 1° aprile 2016 nei pressi del Frutteto del Palazzino per celebrare i cinquant’anni di matrimonio dei loro genitori: Dino Gamberi e Angela Dozza. I figli hanno voluto così sancire la saldezza e la longevità, l’amore e l’unione, il gusto per la bellezza e la passione per la natura che i genitori hanno loro trasmesso. E l’albero continuerà nel tempo a raccontare della loro famiglia a tutti quelli che passeranno e si fermeranno un momento all’ombra dei suoi rami.

Lara Lorenzi ha donato un gruppo di tre esemplari di ginepro (Juniperus communis), che sono stati piantati il 6 aprile 2016 lungo la cavedagna inerbita che costeggia l’orto didattico del Becco. Secondo lo spirito degli alberi, il giullare ginepro ci insegna a ridere e a trovare il lato comico di ogni situazione, così che possiamo superare anche quelle più difficili con il sorriso, ma ci aiuta anche a riconoscere e a sentire chiaramente qual è la nostra strada e ci trasmette protezione e forza per seguirla.